Lunedì partiamo

Blog collettivo di racconti surreali, assurdi e mentecatti.

Categoria: Syrys

Non facciamone un dramma. (di Syrys)

Al caro Amleto Principe di Danimarca.
Questo è un biglietto di addio. Ho bisogno di prendermi i miei spazi e di capire realmente cosa voglio dalla vita, dato che cosa non voglio ho avuto modo di appurarlo in questi ultimi tempi.
Me ne vado, di certo non in convento, per sottrarmi al desiderio di potere di mio padre e mio fratello che vorrebbero a tutti i costi ci mettessimo insieme ma soprattutto per liberarmi della tua nefasta influenza; il tuo amore è come le sabbie mobili e sono sicura che andando avanti finirei per rimanerci talmente invischiata da soffocare.
Sei noioso, sai? Non ti va mai bene nulla, parli da solo, non mi porti mai a fare una passeggiata, né sotto il sole né al chiaro di luna. Quando vai in giro, rigorosamente di notte come i vampiri, non trovi di meglio da fare che andare a disseppellire il teschio del povero Yorick che, ora posso dirtelo, non ti ha mai potuto soffrire perché eri l’unico di tutta la famiglia che non rideva mai alle sue battute, rendendogli impossibile e odioso anche il sul lavoro. Perfino i tuoi migliori amici Rosencrantz e Guildenstern sono morti di sbadigli l’ultima volta che vi siete visti. Mi han detto che hai cominciato, come al solito, con le tue inutili discussioni astratte e che ad un certo punto hanno addirittura pensato fossi completamente impazzito. Per non parlare di quello che vociferano le guardie, che ti sentono la notte passeggiare sul camminamento delle mura intento in conciliaboli lugubri col fantasma di tuo padre!
In più non posso proprio continuare a sopportare l’attaccamento morboso che hai per tua mamma che, poveraccia, una volta vedova ha commesso l’unico crimine di volersi rifare una vita invece di impersonare la vedova inconsolabile fino a morir d’inedia e depressione.
Non so se ti sei reso conto che non ti va bene nessuno in tutto il castello e che di tutto e tutti sei pronto a dir peste e corna.
Sai? Sono riuscita a sbirciare il finale della nostra storia e devo dire che non mi è piaciuto per niente, quindi ti do un consiglio: cambia registro, fatti una bella passeggiata al sole, vai in vacanza al mare ma smettila con queste stupidaggini tetre e pericolose! Per parte mia non ho nessuna intenzione di affogarmi né per te né per nessun altro, voglio una famiglia dei figli e vivere il più contenta possibile col qualcuno che ami me e non un personaggio irreale.
Forse te lo sarai immaginato leggendo queste righe ma voglio esser sincera fino in fondo con te: ho conosciuto un ragazzo, un italiano, si chiama Mercuzio e abita nel testo accanto al nostro. Anche lui ha letto come finisce la sua storia e non ne è entusiasta quindi mi ha proposto di fuggire insieme a Firenze, lontano dai suoi e dai miei. E’ dolce e spiritoso e con lui mi diverto un mondo, andiamo a spasso per giardini e ci facciamo un sacco di risate. Non so se è davvero l’uomo della mia vita ma per adesso sto meglio con lui che con te e almeno tra noi due non ci sono finali già scritti. Adesso devo proprio scappare prima che mio padre e mio fratello si sveglino, il mio cavaliere mi aspetta a pagina 100.
Un’ultima cosa, voglio che tu sappia che ti ho voluto bene anche se sei insopportabile, per questo ho perso tempo a scriverti.
Ti auguro di cambiare anche il tuo finale e di trovare finalmente un po’ di pace.
Un abbraccio. Ofelia.

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Quarta parete (di Syrys)

“Pronto? Oh, ciao. No, non disturbi, sono a teatro… Sì, lo spettacolo non è male…”
Un’attrice in quel momento declamava il proprio monologo, istintivamente si girò, guardò la signora in terza fila, prese un mattone dalla quarta parete e la centrò in pieno lasciandola attonita e ammaccata ma finalmente muta.